Mercoledì 8 giugno alle ore 18.00
Laboratorio Formentini, via Formentini, 10 – Milano
 
TRADURRE IN VERSI ATTRAVERSO LE IMMAGINI
INCONTRO CON BRUNO TOGNOLINI
Appunti sulla traduzione poetica di un albo illustrato per bambini

 

 

cielo

“Si trattava di mettere in versi italiani un libro di irrimediabile incanto” Bruno Tognolini
Al Laboratorio Formentini di Milano avremo il piacere di ospitare Bruno Tognolini, nella veste di traduttore d’eccezione di un albo illustrato per bambini, Ciao cielo di Dianne White e Beth Krommes (Il Castoro).
Poeta e scrittore, autore amatissimo di filastrocche e rime per bambini, autore di teatro e Tv, Bruno Tognolini racconterà la sua esperienza di traduttore in versi di un libro per l’infanzia, dall’inglese all’italiano passando attraverso le illustrazioni. Un affascinante viaggio attraverso “tre reami”, un delicato e prezioso lavoro di traduzione e immaginazione, di gioco e scelta di parole, suoni, rime e immagini per rendere al meglio in italiano, senza perdere l’incanto, un testo poetico inglese in perfetto equilibrio con le illustrazioni. Incontro a ingresso gratuito su prenotazione, rivolto agli adulti: traduttori, poeti, insegnanti e tutti gli interessati. Per info e prenotazioni: rsvp@laboratorioformentini.it Tel. 0249517840
Di Bruno Tognolini:
“Un’incantevole esperienza di traduzione. No, traduzione no, perché non sono un traduttore, e anzi sono un po’ in imbarazzo di fronte ai traduttori veri. Ma si trattava di mettere in versi italiani un libro di irrimediabile incanto: un’offerta che non potevo rifiutare, o la Signora Bellezza si sarebbe offesa. BLUE ON BLUE, coi versi di DIANNE WHITE e le illustrazioni di BETH KROMMES, vincitrice della Caldecott Medal.
Insomma, l’ho fatto. Ed è stata una passeggiata dei miracoli. Come fa, mi chiedevo, un libro a dire in forme così lievi e brevi e soavi soltanto questo: che un giorno piovve e poi non piovve più; e dare nel dirlo all’incantato sfogliatore l’impressione di star parlando di tutto il mondo e tutto il tempo e tutta la gente fin lì? Come fa?  E io cosa posso fare, di fronte a questo? Posso fare la solita cosa. Mi siedo e scrivo. Ma devo scrivere con devozione, con rispetto, così com’è, con quel canto e quell’incanto. Però in italiano. Questo libro meriterebbe anche il racconto della migrazione dall’uno all’altro reame, cioè dalla lingua inglese a quella italiana – e per essere più precisi: fra i tre, perché le immagini hanno fatto spesso da Terra di Mezzo – con dubbi, smarrimenti, diversioni, alternative abbandonate, etc. Secondo me quel libro lo merita. Merita che si presenti al pubblico anche il parente nascosto dietro, le belle rime inglesi da cui nasce.”

 

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